Il Nome

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Il toponimo Pieve San Giacomo comparve agli inizi del 1100, quando la contessa di Canossa fece edificare una chiesa su una precedente cappella e la dedicò a San Giacomo apostolo, detto il Maggiore, figlio di Zebedeo e Salomè.

Un particolare curioso è che non esiste nulla che ricordi il Santo cui è dedicato il paese, nè tanto meno viene celebrata la festività di San Giacomo (25 luglio). Sulla facciata della chiesa notiamo tre medaglioni, un tempo affrescati, che riproducevano i santi patroni Babila e Simpliciano, ai lati, e la decapitazione di San Giacomo, al centro. Le figure dei due martiri sono stati, nei ritocchi pittorici, sempre riportate, mentre il rosone centrale, qualche anno fa riportava l'immagine di San Pietro in barca. Il termine latino PLEBS indica la presenza di una comunità cristiana fuori dalla città episcopale.

Da questo momento attorno alla chiesa viene a concentrarsi la popolazione, dando origine al paese. In precedenza, pur essendoci presenze abitative, il villaggio non aveva una sua denominazione precisa, ma si abbinava al casato proprietario del castello o, se questi non esisteva, dei terreni. Lo si deduce dal fatto che il termine "Pieve" veniva conferito sempre ad un distretto di una certa importanza e, spesso, seguiva la denominazione romana PAGUS (comune rurale). Più avanti vedremo che in questa zona esisteva un lago (Delmona), dove confluivano le acque di un ramo di un fiume (Adda) che formava una foce triangolare a forma di delta.

Non è da escludere che accoppiando il tronco (monco) del fiume e la formazione del delta si sia coniato il nomignolo DELTA-MONCO (TRONCO), che con il passare del tempo è diventato Delmona. Allora, chi, precedentemente alla costituzione della Pieve, voleva identificare l'agglomerato urbano quivi esistente lo chiamava: "il villaggio del Delta-monco". Un'altra ipotesi della pre-esistenza di Pieve la si può dedurre, nel periodo romano, dalla centuriazione del terreno. La potremmo identificare con il termine: "Vicus Postumio".

La via Postumia era il decumano massimo, e la via Brescia (perpendicolare) era il cardo, che delimitavano una porzione di territorio. Nella parte nord-est si può ipotizzare una distesa di terra coltivabile ed abitata, a differenza della sottostante zona sud-est, acquitrinosa perchè vicina al Po.

Con tutta probabilità, quindi, lungo un'arteria di comunicazione tanto importante, o nelle immediate vicinanze, era prevedibile che esistesse un villaggio o un grande castello. a cura di Dante Fazzi, Sindaco del Comune di Pieve San Giacomo dal 1993 al 2001